Alla nascita il neonato è costituito per circa il 90% da acqua. Tale percentuale si riduce progressivamente con l'età e/o con l'aumentare della quantità di tessuto adiposo. Un adulto sano è costituito per circa il 60% da acqua.
Lo stimolo della sete è elaborato dall'ipotalamo come risposta alla disidratazione. Se le perdite d'acqua superano lo 0.5% del peso corporeo, diminuisce la quantità di saliva secreta nel cavo orale, si avverte secchezza delle mucose che viene interpretata dall'ipotalamo come "stimolo della sete".
Le perdite d'acqua dell'organismo avvengono tramite le urine, le feci, la respirazione e la sudorazione. Al contrario, l'acqua viene introdotta nell'organismo con le bevande e con i cibi. Inoltre l'organismo produce con i processi metabolici una quantità d'acqua detta "acqua metabolica".
Se l'acqua assunta con la dieta è in quantità inferiore rispetto all'acqua persa, la termoregolazione viene compromessa e possono verificarsi crampi, allucinazioni e perdita della coscienza. Perdite pari al 20% del peso corporeo non sono compatibili con la vita.
Il contenuto in acqua degli alimenti è circa pari al:
90% per la frutta e la verdura (crude)
90% per il latte
60% per la pasta (cotta)
50% per la carne (cotta)
40/60% per i formaggi
30% per il pane
Per l'adulto si consiglia un apporto d'acqua pari ad 1 ml per Kcal di energia spesa. Tale apporto varia notevolmente al variare della temperatura ed in relazione all'attività fisica.
Silvia
|