Il termine stress, indica la condizione emotiva e organica dell'individuo che deve adattarsi a un evento nuovo e/o valutato pericoloso.
Le ricerche sullo stress, sono state iniziate negli anni 30 in Canada. Lo studio sullo stress, ha osservato che gli esseri viventi, sono esposti a continue novità. Il cambiamento di stagione, uno sbalzo d'umidità e di temperatura ambientale, una dieta, un attacco da parte di microbi o di virus, un eccesso di rumori, e così potremo continuare all'infinito. Di fatto, è emerso, che qualsiasi tipo di novità provoca nell'organismo sempre la medesima risposta: un aumento di cortisone e di adrenalina. Il cortisone, è stato definito l'ormone "adattivo", perché aiuta l'individuo ad adattarsi nel modo migliore alla nuova circostanza. La parola stress, è usato erroneamente dalle persone, tant'è vero che si associa a questo termine, per un motivo o per l'altro, un momento negativo della vita. In effetti, non è così, infatti, lo stress è stato definito il sale della vita. La gente parla di stress, quando si sente "esaurita", oppure oberata di lavoro, ecc. è vero invece, che un ambiente con stimolazioni insufficienti provoca lo stesso disagio di quello con stimolazioni eccessive e che il grado ottimale di stimolazioni sta nel mezzo. Il grado ottimale varia da persona a persona; alcuni si sentono a proprio agio e rendono di più quando sono in un luogo tranquillo, altri invece, preferiscono un luogo "vivace" e un lavoro variato e incalzante. Il compito di ciascuno di noi, è di scoprire dove si trova la propria zona di benessere personale e organizzare di conseguenza la propria vita. Un fatto importante, è che per l'uomo moderno gli stressori più comuni sono di natura psicologica e sociale.
La malattia di una persona cara, o il dover far troppe cose in una volta, l'impegno per sostenere un esame, i problemi legati al traffico, o a crisi economiche, sono tutti eventi ai quali ci si deve adattare e che provocano quindi uno stato di stress. Lo stress, deriva da un evento considerato pericoloso, ovverosia evento che può mettere a dura prova le proprie capacità ed in pericolo il proprio benessere non soltanto organico, ma anche psicoemotivo, e che quindi può mettere in pericolo la stima che si ha di se.
Una ricerca, eseguita all'Università di Bologna su degli studenti, ha dimostrato che tanto più è la tensione, tanto più sale lo stress. I risultati dimostrano che se la "posta in gioco" è alta, la tensione e l'ansia sono alte.
Lo stress, comunque, non dipende sono da come noi valutiamo gli eventi, ma anche da come noi organizziamo la mostra vita; vale a dire che lo stress è pure il frutto del mostro essere prigionieri di idee, di scelte, di abitudini, di impegni (spesse volte ci chiediamo "ma che me l'ha fatto fare?") che sono fonte solo di frustrazioni, di dolori, e di sacrifici, ma dalle quali riusciamo a liberarci con grande fatica. Dal sommarsi della valutazione soggettiva degli eventi e della responsabilità personale nell'impostare la propria vita, oltre allo stress utile, positivo, sorge lo stress negativo e nocivo.
Alcune volte, la condizione di stress non è più nella giusta misura e per tempi limitati; per un succedersi ininterrotto di stressori, nell'individuo si accumulano cortisone, adrenalina e si arriva allo stress eccessivo, e quindi negativo. È il momento in cui si inizia a dire, "mi sento stressato, giù di forma" o "ho qualcosa che non va" o "sono teso, su di giri"; in effetti si comincia ad avvertire delle piccole disfunzioni organiche e psicologiche, spesso vaghe e non ben definibili, che sono dei campanelli d'allarme. Ovviamente, maggiore è il numero di queste disfunzioni, maggiore è lo stato di stress in cui si troviamo e maggiore il bisogno di porvi riparo; è quindi utile che impariamo a riconoscere i nostri campanelli d'allarme per prendere subito le necessarie misure. Occorre tenere conto, che tanti più "campanelli d'allarme" si avvertono, tanto più le difese immunitarie diminuiscono con la conseguente facilità ad ammalarsi.
Un noto giornalista americano, Cousins, era affetto da una grave e dolorosa malattia alle articolazioni. Avendo appreso che aveva pochissime possibilità di guarire, (1 su 500) decise di darsi da fare attivamente, dopo essersi documentato sulla sua malattia, e sullo stress, e d'accordo col medico, decise di interrompere la cura con antidolorifici, di prendere alte dosi di vitamina C(la quale ha un'azione anti stress) e di fare abbondanti e fragorose risate quotidiane. Con una "terapia" del genere, in capo ad alcuni mesi Cousins guarì e riprese il lavoro a pieno ritmo. Commentando questa sua avventura, Cousins, scrisse: "se lo stress e la depressione producono nell'organismo risposte negative non possono esistere altre emozioni che producono risposte positive? Per esempio non è possibile che l'amore, la speranza, la fede, il ridere, la fiducia e la voglia di vivere abbiano un valore terapeutico?". Fu così che iniziarono le ricerche sul senso dell'umorismo, e sui fatti "piacevoli" della vita. È emerso quindi, che tanto è maggiore il numero di situazioni negative giornaliere, tanto è maggiore lo stress negativo, tanto maggiore sono i motivi di risa e di gioia, tanto più lo stress negativo diminuisce. Per aiutarci quindi a combattere il mal di stress, dobbiamo procurarci il più possibile situazioni piacevoli, evitando anche amicizie non congeniali, e attorniandoci di persone ottimiste e positive.
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